Ragazzi mica siam qui a tradurre Bersani
In merito alla “giostra” di interpretazioni e traduzioni che si sono scatenate tra i dirigenti locali del partito dopo le parole del segretario nazionale del Pd sul caso Sicilia, non possiamo star qui a tradurre Bersani.
Invece di ricercare furbescamente interpretazioni autentiche del Bersani - pensiero il Pd siciliano dovrebbe fare tutt’altro esercizio: tradurre più semplicemente il sentimento della gente che, a mio parere, non lascia spazio a equivoci. Il popolo delle primarie, gli elettori e i simpatizzanti non vogliono né fidanzamenti, né matrimoni tra Lombardo e Cracolici anche perché nessuno gli farebbe da testimone. E sarebbe bastato in questi mesi, invece di trasformare il Pd in una Babele, scegliere tra diverse forme di consultazione. Una a caso tra referendum, congressi, o anche la stessa festa democratica.
Purtroppo si è lavorato per evitare qualsiasi contagio positivo con la società, delegando al gruppo parlamentare una linea che non è stata in sintonia con quella che duecentomila elettori alle primarie avevano suggerito.
È naturale che il tacchino tenti di spostare all’infinito il Natale, così com’è naturale che i duecentomila elettori avrebbero detto no al ribaltone e sì alle elezioni anticipate. Ma la linea politica del partito non può essere affidata solo ad alcuni deputati che temono le elezioni anticipate così come il tacchino teme il 25 dicembre. La linea spetta al popolo delle primarie.

