Le Primarie non siano un cantiere per ricostruire il muro di Berlino
"Proporrò a tutti quelli che vogliono voltare pagina, partiti e società civile, associazionismo laico e cattolico, di scrivere insieme un patto per il futuro di Palermo e di partecipare alle primarie della città". Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del Pd all’Assemblea regionale siciliana e candidato a sindaco di Palermo.
“Niente muri, quindi, a partire dalle primarie che non possono essere il cantiere per ricostruire il muro di Berlino, né la sfilata dei reduci dell’armata rossa. Creiamo invece un ponte con tutti quelli che vogliono cambiare che si regga su due piloni: valori condivisi e idee comuni e che si concretizzi in una visione del futuro comune. Non si tratterà di unire i partiti, ma di stare dalla stessa parte: quella dei riformatori che si contrappongono ai conservatori. Quelli del movimento contro quelli dell’immobilismo”.
“Perché un sindaco sarà forte - aggiunge - non solo se avrà la maggioranza in città ma se a Sala delle Lapidi potrà contare su una forte maggioranza. Altrimenti sarà solo un generale senza esercito destinato a perdere la battaglia più importante: cambiare Palermo. La dimostrazione dell’ultimo anno di gestione Cammarata è la prova provata: senza maggioranza in consiglio comunale non ha potuto fare altro che galleggiare”.
“Bisogna osare di più - conclude Faraone - perché la sfida non è primeggiare alle primarie, dicendo sì o no all’alleanza con il Terzo Polo, ma evitare che chi ha distrutto Palermo vinca domani a tavolino solo perché noi oggi non abbiamo avuto coraggio, fantasia e altruismo. Per questo Palermo non ha bisogno né di muri né di reduci, ma solo di pionieri”.

